"Firenze al 100%" su sfondo rosso e Jovanotti con "Io lo so che non sono solo anche quando sono solo". Questo l'accompagnamento di Matteo Renzi mentre entra sul palco di un affollato teatro comunale, con una mezz'ora di ritardo e il suo solito abbigliamento radical chic in jeans, giacca e camicia. Lo ammetto, l'impatto con il jovanotti è stato piuttosto forte per me, ma mi sento in vena di tollerare la cosa visto l'atteggiamento diretto e scanzonato a cui ormai il Sindaco ha abituato, non deludendo anche stasera.

Questo è il suo ambiente e questi i suoi elettori, lui è a suo agio e si vede. Mi ero un pò preoccupato quando ha voluto iniziare spiegando il suo disegno politico per la città con... la lettera di Pericle (si, proprio Pericle) alla città di Atene. Ricordate Veltroni e le lettere tanto amate da Zoro? Il tono era quello. Democrazia e libertà, piglio teatrale e platea che borbottava, al 4 minuto di recita mi aspettavo che decantasse anche di onore e gloria e non si sarebbe sorpreso nessuno. Ma per fortuna, concluso il saggio da corso di teatro, tra battute e aneddoti intervallati da qualche ultima frase a effetto per scaldare gli animi il sindaco ha iniziato a raccontare il bilancio di questi 100 giorni.

La lista completa dei punti, colorati per l'occasione in 73 verdi (compiuti), 16 gialli (iniziati) e 11 di colore rosso ancora da affrontare la trovate sul suo sito. Di certo il racconto di Renzi di questa sera ha dato un'immagine di concretezza, dinamicità e voglia di cambiamento non indifferente per una amministrazione nuova_ghestionecomunale, iniziando con molta trasparenza elencando gli ambiti in cui non si è ancora riusciti ad ottenere gli obiettivi prefissati, come per il Bike Sharing o il caso di Peretola. Ma allo stesso tempo il cambio di dirigenti e di gran parte dell'amministrazione della cosidetta "vecchia guardia" (le famose "facce nuove a palazzo vecchio"), la costituzione del comune come parte civile in ogni procedimento per abuso in atto pubblico e i contatti diretti con i cittadini (come le visite dei cittadini al sindaco il mercoledì) sono solo alcuni degli spunti che hanno dato una evidente immagine di rivoluzione della politica cittadina.

[UPDATE 27/10 Dopo il terremoto di Castello, è proprio di oggi questa notizia su uno scandalo che ha travolto l'Ex capogruppo PD a palazzo vecchio e vari ex funzionari. Mai turn over fu più azzeccato, oserei dire.]

Renzi ha dato poi molto spazio alle varie innovazioni della viabilità, come il famoso autovelox dell'indiano non più a 40 Km/h, i varchi elettronici con un ben più intuitivo sistema semaforico per evitare di perdere due diottrie a decifrare i cartelli ZTL o il cambiamento dei parcheggi degli ospedali che non saranno più a pagamento.

Questi e molti altri elementi che danno effettivamente l'idea, abbinati ad un Sindaco indubbiamente bravo nell'intrattenere, di una amministrazione attenta al benessere dei cittadini (concetto stressato a più non posso durante la serata). Rivoluzionario per l'Italia l'INCREDIBILE raggiungimento nel compiere le opere pubbliche lavorando di notte, già due le strade riparate a Firenze senza bloccare tutto dalle 16 alle 18. Personalmente sono un pò deluso dai mancati raggiungimenti sul Parco delle Cascine, su cui però Renzi ha scommesso tutto ("500.000 euro già investiti per renderlo vivibile, se non ci riesco entro 5 anni non mi ricandido" - resta solo da capire cosa vuol dire "vivibile", chissà se la copertura Wifi rientra nel concetto).

Naturalmente molte parole spese sulla concretezza dimostrata con la pedonalizzazione di Piazza Duomo (condita da qualche frasetta un pò a sensazione sul difendere il patrimonio - dallo smog, perlopiù - per i nostri figli). "L'opposizione ci accusa di aver fatto apposta cadere l'evento il giorno prima dei 100 giorni... è vero."

Le parole politiche più corpose si sono sentite parlando della futura legge speciale per Firenze, non giustificata ma introdotta con intelligenza accennando ad una disparità tra versamenti e soldi ricevuti dalla capitale (della serie non lo abbiamo chiesto noi, lo ha proposto Berlusconi, ma alla fine ce la meritiamo...),  e buttando qualche frecciatina alla Sovraintendenza ai beni culturali che rifiuta una card comune per tutti i musei ("perchè i turisti si ostinano incomprensibilmente ad andare agli Uffizi e non a Palazzo Vecchio") e alla Camera di Commercio che ha rifiutato di dividere le spese per interventi di riparazione del manto stradale. Della serie più collaborazione e comunione di intenti, perlomeno sulla carta.

In pratica, molta carne al fuoco, anche se non molta di lungo termine o ampia portata, ma comunque molti spunti che hanno come diretta conseguenza una sensazione di operatività non da poco per una amministrazione, per una amministrazione italiana ancor di più, per una di Firenze non ne parliamo.

A me resta soprattutto la voglia di andarmene a studiare alle Oblate (aperte ora fino alle 24:00, domani mi sa che vo), e la sensazione che se avessi un problema in città io il Sindaco lo contatterei. E sapete cosa? Mi aspetterei anche una risposta concreta da uno che usa "arzigogolato" in un comizio elettorale (un mio amico direbbe... 4 stelle) e che se ne scende dal palco sulle note di I've Gotta Feeling.

[immagine FirenzeInBici]
Regolo @ 00:46 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
Oggi è domenica, 25 ottobre 2009 | pedonalizzazione duomo piazza fi
Ultimamente ho iniziato ad apprezzare ancor di più il vivere nella fantomatica hulla del rinascimento.
Di certo la meraviglia che leggo negli occhi degli stranieri lavorando come guida ha contribuito non poco. Penso di essere sempre stato uno che apprezza la memoria storica del nostro paese, ma è come se la passione ed emozione che gli anglosassoni sentono per la toscana, i suoi monumenti, la sua natura e la sua storia mi stesse contagiando ancor di più. 

Fatto sta che questa mattina, vivendo la giornata di festa organizzata in centro per la pedonalizzazione del Duomo, ho riscoperto ancora di più un vero gioiello di città. Che dire, mi sono emozionato.

La mattinata è stata carica di energia, a partire dalla scenetta organizzata dall'eccentrico sindaco Renzi, a cui bisogna dar il merito di stare rivoluzionando, a pochi mesi dall'elezione, molti dei problemi e dei dibattiti in corso da anni a Firenze. E' stato proprio lui a guidare l'ultimo mezzo transitato per Piazza Duomo, un pulmino anni 30 con a bordo alcuni nati del 1909 e neonati del 2009. Mi sono talmente divertito a vederlo passare da urlare un "vai 'Teo' " a cui il sindaco si è anche girato lanciando un sorriso da guidatore impacciato ;).

Ma soprattutto, questa è stata la mattinata del Gonfalone di Firenze e del Corteo Storico della Repubblica fiorentina. Vedere il centro storico attraversato dai colori e le sontuosità dei vestiti storici, con compartimenti armati, damigelle e stendardi, il tutto accompagnato dal ritmo incalzante dei tamburi rinascimentali è un'emozione che mi lascia sempre senza fiato. Un pò deludente la risposta dei fiorentini, che mi aspettavo accorressero in massa, mentre probabilmente le divisioni su di una scelta controversa non hanno contribuito al successo dell'evento.


 

Personalmente ho apprezzato ancor più il bellissimo spettacolo degli sbandieratori di firenze, i "Bandierai degli Uffizi", attori (un pò in giornata no oggi, ma sempre da ammirare ;) di uno spettacolo pieno di colori che ha incantato gli spettatori in piazza della Signoria.

Che dire, una giornata splendida in una cornice che non smette mai di stupire. Questa sera il tutto si concluderà con il concerto del Maggio Musicale Fiorentino nel Duomo di Firenze. Altra occasione da non perdere credo, nella prima serata del Duomo di Firenze finalmente lontano da traffico, smog e rumore.

Io sarò lì, cercando di non innamorarmi troppo di questa città.

Anche se forse... è troppo tardi.

[Le immagini qui pubblicate sono mie, ecco altri video e foto, ma se ne volete qualcuna di qualità seria, date uno sguardo all'album di Elena, che era accanto a me a scattare con una matta, e di talento ne ha da vendere.]

Regolo @ 19:01 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
Oggi è giovedì, 22 ottobre 2009 |
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[Via]
Regolo @ 12:34 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
Oggi è mercoledì, 16 settembre 2009 | 25 anni pensieri riflessioni vit
Scrivevo qualche giorno fa su un paio di socialcosi che ultimamente mi sembra di dover abbandonare ogni tentativo di regole assolute, per iniziare all'alba dei 25 anni a procedere alla cieca.

Mi rispondeva dall'Nesimo grado di separazione del meandro friendfeedaro tale Chiaratiz: "da quel che mi ricordo, all'alba dei 25 SI VA alla cieca".

Ostia mi sa che è vero. Ma proprio completamente completamente? E' che uno ci prova per anni a programmare, definire, interpretare e schematizzare, tirando fuori linee guida, direzioni e forme più o meno umanoidi che non si è troppo sicuri abbiano senso, ma perlomeno sono un minimo più rassicuranti di quella sensazione di abbandono e pericolo che ti da il procedere a tentoni.

E per anni si balla tra chi dice che ci vuole il coraggio di buttarsi, chi parla dell'intelligenza del non essere troppo istintivi, chi sembra avere sempre tutte le risposte (giuste o sbagliate, ma le tiran sempre fuori)... per non parlare di quelli che sembrano non avere mai un singolo dubbio, tanto procedono spediti (a cui auguro di essere tutti illuminati ma ho gran paura siano solo molto bravi a fingere).

Mah.
Anno dopo anno, in questa giuovinezza da ventenni del 2009 mi sento come schiacciato tra i nuovi teenager rinco-tecno ed una mandria di trentenni in ritirata coatta, terrorizzati da precariato e insicurezza; in più c'è sempre il maturo / vecchietto di turno che sputa indiscriminatamente nel gruppo perchè tanto "ai miei tempi si stava meglio e voi della vita non avete capito un cacchio".

Quindi? Quindi tutto si riduce a un countdown apparso di colpo con il contatore già azzerato (dirlo prima no, che mi preparavo?) che segna "procedere alla cieca", se possibile tutto a diritto, senza sbandare troppo ed evitando i trentenni che rimbalzano indietro.

E vabbè. Resta un pò di fiducia in se stessi, un pò di speranza del tutto illogica nel futuro e qualche sogno nel cassetto a cui ancorarsi nella caduta.

Ok, se il gioco è questo, giochiamo.

(mi rendo conto di avere ormai elementi sparsi di "toscanese", strana sensazione, mi sento quasi contaminato).
Regolo @ 18:09 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
Oggi è mercoledì, 09 settembre 2009 | opinioni, vita, memoria, televisione, berlusconi, ricordo, controllo, mike bongiorno, gilioli, santificare
Oggi Alessandro Gilioli ha pensato bene di ricordare Mike Bongiorno così:

Screenshot-1Il video è questo qui, un vecchio spezzone del 94 in cui Mike esprime il proprio apprezzamento positivo su Silvio Berlusconi, video che Glilioli commenta lapidariamente "Mike Bongiorno, 1994. Giusto per evitare santificazioni, Grazie".

Personalmente trovo la cosa di cattivo gusto. Aver appoggiato Berlusconi è condizione necessaria e sufficiente per non dover essere ricordati positivamente dopo la morte? Ma dato che considero Gilioli una persona intelligente, questo è stato il mio commento, a cui Gilioli ha prontamente risposto:

Screenshot-3

Peccato che non credo sia una questione di memoria storica, quanto di tenere la politica fuori dal dibattito su di una persona appena deceduta. Curioso è che quando ho cercato di rispondere nuovamente... per qualche strano motivo i miei commenti non sembrano voler più apparire. Chissà come mai... quindi ho pensato di postare qui la mia risposta, giusto per diritto di replica (che evidentemente in altre sedi non è considerato così importante).

"Signor gilioli, non intendo entrare nel merito dell'uso politico del mezzo televisivo nella battaglia politica berlusconiana; posso condividere o meno le sue opinioni, ma credo che il ricordare quanto  Mike possa aver aiutato Silvio Berlusconi sia del tutto ininfluente davanti alla sua morte. Liquidando il discorso su un personaggio appena deceduto dandone questa sola lettura, quasi a dire "dato che era pro berlusconi e che forse lo ha addirittura aiutato a salire al potere non vi azzardate a parlarne troppo bene" lei contribuisce a fare della visione politica l'unico strumento con cui valutare la realtà e le persone. Non che non sia legittimo che lei lo giudichi come berlusconiano, ma speravo che lei avesse la freddezza, in questa sede, di tenerselo per se.  Un blogger molto seguito come lei, oltre che della necessità di leggere ogni accadimento in chiave politica dovrebbe preoccuparsi di non spingere il dibattito pubblico oltre i limiti di una sana decenza IMHO."

UPDATE 15:30
I miei vari tentativi di postare un ulteriore commento sono apparsi a distanza di ore. Se non c'è stata malignità (possibile) me ne scuso. Il contenuto del post però non cambia.
Regolo @ 14:56 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
Oggi è mercoledì, 26 agosto 2009 | lavoro, momenti, astrazione, senso, tesi, riflessione, concentrazione, ugc
Una tesi sul web ti porta a passare tantissime ore online, tentando di mediare tra idee, bookmarks, conversazioni e buzz sui vari social cosi, video virali e meme sempre pronti a farti perdere tempo, l'amico di turno che ti contatta proprio quando avevi trovato un filo logico, la funzione di openoffice che proprio non riesci a trovare e la scelta della giusta stazione di yahoo launchcast come colonna sonora perpetua.

Momenti, tanti momenti di questi giorni che ogni tanto emergono tutti insieme nella periodica astrazione di un sognatore un pò riflessivo e troppo poco costante come me.

Succede poi che nella cronica impossibilità di bloccare ogni distrazione mediale che ti colpisce sbuchi un virale su The Daily Dish che sembra riuscire a mettere in immagini, musica e poesia un pò dei loop riflessivi che ogni tanto mi assediano.

Shultz diceva che il "senso" è una uscita riflessiva dalla continuità temporale. Per dare senso alle cose dobbiamo ossia fermarci, distaccarci dalla vita e dal flusso di accadimenti e porre l'attenzione sul nostro stesso trascorso.

Come al solito in immagini è molto più semplice. Questo UGC è un semplice susseguirsi di momenti, ben diretto e montato, che ha l'abilità di giocare con emozioni, reazioni e il forte impatto di alcuni shot per forzare un pò la riflessione anche alla mente più incatenata.

Forse sono solo io che dovrei rimanere più sul compito da svolgere (probabile); o forse questo video può davvero dare 5 minuti di riflessione. Bè, secondo me per 5 minuti ne vale la pena.

Enjoy.

Io torno al lavoro, che con la scusa di raccontarlo ho già perso più di mezz'ora :)

Regolo @ 11:57 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
Nonostante il caldo, l'afa ed un'estate sui generis tocca dare una ramazzata, che si è accumulato un bel pò di polvere da queste parti.

E' che intorno a me tutti fanno le valigie, organizzano tappe e pernottamenti, partono, si divertono e tornano tutti abbronzati. Le parole d'ordine sono mare, feste, mondanità, mete esotiche, foto da mostrare e riflessioni filosofiche sul potere catartico dell'ozio sfrenato.  Un pò di racconti e storie da ombrellone, qualche città mai sentita prima e qualche chiesa famosa che sennò ci si sente in colpa. Qualche conoscenza estiva, se capita l'avventura d'agosto ed ecco che la vacanza tutta italiana è servita come ogni anno. E dato che ci sentiamo tutti più 2.0, un link, uno status e una fotina sul social coso preferito e si condivide già in itinere ancor prima di tornare alla chiacchera da ufficio.

Ma io no.

Io quest'anno ho scelto i 50 gradi dell'asfalto fiorentino. Ho scelto Viale Redi con un'onda verde che neanche nei migliori sogni post nucleari. Ho scelto di attraversare Piazza della Repubblica contando più nazionalità che san pietrini e di girare in tutta firenze sentendo in 24 ore solo lingue straniere, al massimo qualche tirolese.

Ho scelto la mia aula studio d'agosto, con la sua aria condizionata, la sua macchinetta del caffè e la peggiore collezione di facce affrante che abbiate mai visto.

Ho scelto la mia camera da letto che non scende mai sotto i 35 gradi per permettermi di amare la tecnologia sopraffina insita in un ventilatore da 14 euro e 50.

Ho scelto il mio lavoro estivo supercazzuto, quello si, che ogni tanto mi fa rischiare il colpo di sole ma in fondo mi piace così. Ah non ne avevo parlato? In pratica... prendi una media di 8 americani, 2-3 volte a settimana, li metti su una bici e li porti in giro per i colli fiorentini parlando di vini, cucina tipica e storia rinascimentale. Ti gusti la stupenda Firenze da Piazzale Michelangeloun vino sopraffino e un pranzo tipico. Non male, in fondo.

Ma soprattutto, ho scelto di essere in segreteria studenti il 20 settembre con la tesi in mano, o almeno ho scelto di provarci, visto che con la mia cronica incapacità di fare le cose per tempo e il countdown per la consegna che si fa sempre più minaccioso, la convinzione a volte sfuma qui e la.

Solo che è quasi fine agosto in questa mia estate anticonformista.

Voi restatevene in vacanza, che se iniziate a tornare mi spavento davvero.
Regolo @ 17:09 | commenti (popup) | commenti
Oggi a Firenze faceva caldo. Molto. E' stata una di quelle giornate in cui sembrava di avere un phon acceso proprio davanti alla faccia, che sta li e ti fa sudare dopo pochi secondi che sei uscito dalla doccia. Un phon così non lo sentivo dalle calde giornate di sharm el sheik, il che è tutto dire.

Ma nonostante questo ho avuto un brivido freddo nel pomeriggio.
Ore 17:00 di questo venerdi 17 luglio, ho finito gli esami.
Tutti, proprio tutti, sono alla specialistica in fondo. E sarà anche perchè il colloquio si è svolto sotto una pineta a bordo Arno invece che in una aula universitaria (non chiedete, è meglio) ma la cosa è scivolata via quasi lentamente, quasi indolore.

Sarà che questa estate è un pò tutta surreale. Iniziata con il solito tour de force tra folli riflessioni cibernetiche ed incontri non di poco calibro nel ridondante mondo della ricerca internazionale, passato per una notte rosa romagnola con diluvio al seguito e proseguita in una Londra umida e fresca, tra salti nelle braccia storiche dello Shakespeariano Globe (come vi piace, oserei dire) e incontri con artisti un pò new age che sotto il fuorviante acronimo COLF spuntavano qui e la per le strade della city... Ve l'ho detto, surreale, ed anche un pò incasinato.

Tornare a Firenze, per una tesi che dovrà trovare la sua strada tra 6 mesi di dati, informazioni, capitoli accennati e idee abbozzate, il tutto da condire con le 3 settimane più cariche di note e spunti di viaggio che si siano mai visti; c'è poi un lavoro estivo da iniziare (ma questo, bellissimo, ve lo racconto un'altra volta), e qui e la qualche idea sul cosa mai si vorrà fare della propria vita dopo la laurea, che in fondo è sempre un argomento interessante a 3 mesi dalla fine. Il tutto cercando di recuperare un pò di impegni lasciati per strada e che colpevolmente mi continuo a trascinare avanti (colpevolmente, lo so, poche scuse per il mio scarso impegno "sostenibile", dovrò rimediare). Una bella tabella di marcia full-immersion-drown-immersion in 60 facili giorni di pura follia, come piace a me.

Ah e come dimenticarlo, il tutto con 40 gradi e l'amico phon a fare compagnia.
Che culo, mi sentivo quasi solo.
Regolo @ 23:39 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
Oggi è sabato, 04 luglio 2009 | urbino, larica, modernity 20, mod20, danah boyd, ictd

Prima di tutto, ad uso di voi assenti, è stata una settimana stupenda. Il Modernity 2.0 si è sviluppato tra presentazioni e conversazioni innovative e pregiate, creando anche varie occasioni per un po' di quella socialità tannino-based che così spesso genera relazioni utili. Quindi prima di tutto i miei sinceri complimenti a Fabio, Luca e tutto il Larica.

Per quanto riguarda i miei personali interessi ed il mio percorso di ricerca, il convegno è stato fonte di interessantissimi spunti. Di certo, la presenza di danah boyd ha di per se dato molto lustro all'evento. Questa ragazza trentaduenne che si è già guadagnata l'appellativo di guru a suon di papers e di una notevole tesi di laurea ha intrattenuto l'audience del convegno sedendosi a gambe incrociate sulla cattedra e affrontando con semplicità e lucidità dinamiche sociali, social networking e media studies practices, dimostrando in più occasioni informali di sapersi confrontare con argomenti complessi con la stessa precisione e lucidità che la caratterizzano nelle presentazioni ufficiali.


[UPDATE Qui - @25:28 - il servizio del Tg3 nazionale su Modernity 2.0 con intervista a danah boyde]

Ciò che mi ha colpito è che danah non è una fanatica del web, non è una “web enthusiast” alla Scoble. E una geek, una appassionata di tecnologia e dinamiche sociali, ma il suo approccio è disilluso e lucido, focalizzato sul comportamento all'interno del Networked Publics (“spazio virtualizzato generato dalla comunità nell'interazione di pratiche sociali tradizionali, uso di tecnologia e relazioni online”); la sua ricerca prende linfa vitale dall'analisi ground-based delle dinamiche teen nell'uso dei SN negli Stati Uniti, traendone una semplice e razionale rappresentazione delle pratiche sociali a mezzo web.

Ma come ho detto, danah non è un'entusiasta. Vede e comprende il potenziale del web ma ne sottolinea le problematiche e pericoli. Parlando del flusso di twitt seguito alle elezioni iraniane (su cui ha scritto anche un paper), si schiera dal lato di chi vede una impossibilità di ottenere informazioni ampie e complete (la mia opinione qui) parlando, oltre che del pericolo di ridondanza e rumore, anche di una possibile strumentalizzazione del flusso di informazioni da parte di una unica componente politica, quindi dell'impossibilità di una sicura comprensione della situazione iraniana unicamente attraverso twitter. Enorme potenziale, ma forte necessità di un approccio analitico cauto e senza sensazionalismi.

Nell'analisi del fenomeno #iranelection, il convegno ha offerto anche altri spunti utili. In generale, il discorso sull'uso di twitter nel caso iraniano è molto ampio, ed implica una considerazione della storia del paese e delle dinamiche di utilizzo tra i giovani. In questa direzione di analisi si è mossa Sandra Rodriguez, partendo da una analisi dell'influenza del Social Web sull'impegno civile delle nuove generazioni nel contesto canadese. Il lavoro di Sandra, sintetizzato nell'espressione “they inform, they engage, they click forward” vede i giovani non come convinti che il web sia una forza rivoluzionaria, bensi consapevoli della potenzialità informativa dello strumento. La ricerca tenta di affrontare il concetto stesso di “Civic engagement”, considerandolo in funzione del web; il ruolo informativo della rete, per quanto non visto come completo ed autonomo dai mainstream media, viene considerato come elemento fondamentale da tutto il campione nel permettere al cittadino una scelta autonoma della propria strategia di impegno civile. Ossia non è importante cosa si sceglie di fare per la società, l'importante è che si abbia la possibilità di accedere ad una libera informazione e fare la propria scelta autonomamente. Il paper considera quindi il web 2.0 come elemento cardine di un nuovo “impegno civile giovanile”, basato su veloci e dinamiche interconnessioni facilmente interscambiabili (il 'click forward' contrapposto alla creazione di una forte identità condivisa relativamente ad un unico evento). In pratica, la ricerca sottolinea come i giovani tendano a recepire, rilanciare e condividere una grande quantità di input nel tentativo primario di diffondere una “informazione libera”; il modo in cui tale dinamica influisca sulle pratiche globali di circolazione contenuti è però tutto da analizzare. Ma diceva Sandra durante l'intervento “if iranians youths are telling us they are the real eyes on Iran, maybe we should start listening to them”; questa tendenza allo streaming libero di informazioni è segno di una necessità di informazione “dal basso” che caratterizza il nuovo modo di rapportarsi con il mondo, in contesti occidentali così come (se non principalmente) in paesi in via di sviluppo.

Il potenziale dell'impegno civile partecipativo è infatti una questione fortemente attuale. Esempio ulteriore durante il convegno è venuto da Adi Onggoboyo, ricercatore indonesiano che ha presentato un'analisi della blogosfera indonesiana. Il suo paper è stato fortemente centrato su caratteristiche sociocibernetiche, ma la realtà che racconta Adi è interessantissima. Si parla di una blogosfera che ha un enorme ruolo nella quotidiana discussione pubblica del paese, sottolineata dall'annuale incontro di bloggers a cui partecipano 3 ministri del governo o da casi come quello di Prita Mulyasari, blogger incarcerata che ha scatenato un movimento di protesta online e offline, ripercussioni politiche e continuativa attenzione da parte dei mainstream media. Nelle parole di Adi emerge una partecipazione attiva giovanile a mezzo blog che ha una quotidiana influenza sull'agenda setting mainstream, frutto di un contensto indonesiano in cui la media borghesia è principalmente costituita da giovani 30-40 enni che negli ultimi dieci anni hanno partecipato attivamente al dibattito pubblico del paese.

Imparare dall'indonesia quindi? Personalmente, sono fermamente convinto che è necessario imparare dall'uso dei social media nei paesi in via di sviluppo, e lo dico da tempo. La stessa danah ha concluso il suo intervento parlando del contesto indiano e dell'importanza nel prossimo futuro di analizzare le dinamiche di Networked Publics in contesti in cui nonostante l'elevato tasso di povertà il ruolo delle nuove tecnologie sta acquisendo dimensioni fondanti. A proposito dell'india ad esempio, date un'occhiata al lavoro di Gaurav Mishra, della sua copertura delle recenti elezioni indiane e del suo 4Cs Social Media Framework.

Dal mio punto di vista dunque, Modernity 2.0 ha confermato che le dinamiche di networking dei contesti non occidentali sono il vero territorio di analisi del prossimo futuro. ICTD è l'acronima definizione di questo nuovo settore, ossia “Information and Communication Technologies and Development”. Un settore di ricerca che deve tentare di definire le caratteristiche di questa nuova audience partecipativa mondiale, il rapporto con i contesti anglosassoni ed europei e le possibilità di una maggiore integrazione inter-nazionale.

Raccolta dati, analisi e necessità di produzione di canali di bridging quindi.

Shall we do it?

Regolo @ 13:51 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
Oggi è martedì, 30 giugno 2009 | iran, panta rei, notte rosa, modernity 20, danah boyde
Di nuovo giorni frenetici.

In Iran continua la situazione di caos totale, nonostante il regime sta riuscendo a sopprimere qualsiasi spinta organizzativa del movimento, alcuni già vedono l'inizio della fine. Per continuare a seguire la situazione, sempre questi link, alcuni interessanti articoli in più qui.

Io cerco di seguire gli avvenimenti il più possibile, preso però da una tabella di marcia alquanto intensa. Ora sono in Abruzzo, tra poco partenza per Roma, mercoledì mattina Fiumicino per andare a prendere la grande danah boyde e portarla direttamente ad Urbino, dove è già iniziato Modernity 2.0. Bellissimo, per quanto assurdo, questo video di introduzione alla conferenza:





E dato che naturalmente non mi piace fermarmi subito, sabato sera sarò probabilmente alla folle Notte Rosa romagnola. Siete in zona? Ci si vede lì.

Ah, il 7 luglio sarò poi a Londra, ma questa è un'altra storia ;).

Panta rei, diceva il buon vecchio Eraclito. Chi siamo noi per dargli torto?
Regolo @ 11:42 | commenti (2)(popup) | commenti (2)