Oggi è giovedì, 30 novembre 2006 |
Just claiming my blog Technorati Profile
Regolo @ 12:39 | commenti (popup) | commenti
Oggi è martedì, 28 novembre 2006 |
I miei problemi sono paranoia e lungo termine.
Ho sempre ritenuto di essere una persona sufficientemente in gamba nelle relazioni sociali. Relazioni sociali intese come rapporti interpersonali, rispetto reciproco, mutua comprensione, fiducia... in una parola amicizia. Quella lì a cui pensi quando passi una serata intera seduto ad un tavolo parlando di cavolate e capire alla fine della conversazione tutta una serie di cose mai dette, mai accennate, ma che restano lì latenti per essere intese da chi ti conosce e da chi conosci tu. Credo di averne avute abbastanza di situazioni del genere. Ho sempre avuto, anzi sempre no ma da un po d'anni a questa parte ne ero convinto, di avere tutta una serie di rapporti su cui confidare, su cui basarmi ad occhi chiusi, su cui contare anche in futuro.
Poi di colpo si è fatto domani. E non era più così.
No non vuol dire che sono solo, non vuol dire che se chiedessi aiuto non ne riceverei, nulla di tutto questo. Semplicemente qualcosa è entrato nella mia testa e ha girato un interruttore. Da "fidati" a "che cazzo ti fidi pazzo suicida?".
E' un problema. Un problema legato sicuramente a una situazione mentale instabile (la mia), ad un periodo in cui ognuno ha i suoi cazzi belli che complicati, ma che ammetto mi preoccupa. Mi preoccupa perchè influisce su quasi tutti i rapporti intorno a me. Alcune "situazioni" esistono davvero, piccole incomprensioni, caratteri differenti, difficoltà generiche che non facilitano le cose. Il problema è che si mischiano alle paranoie. Paranoie di uno (io) che non è più in grado di distinguere quegli elementi, quelle espressioni, quegli atteggiamenti che possono risultare offensivi o semplicemente fastidiosi. Sottigliezze, certo, ma sottigliezze su cui ho sempre basato la mia vita conscio di una sensibilità che ho sempre avuto e che sto perdendo. Il non riuscire più a capire le situazioni mi sta uccidendo.
Il problema è poi il lungo termine. Il lungo termine è il mio non riuscire (il non volere, il non potere, il non avere voglia di, vi giuro non lo so) a mantenere i contatti con costanza nel tempo... il che si concretizza nella perdita di molti personaggi che nella mia vita hanno davvvero significato molto... I buoni propositi naturalmente ce li mettiamo tutti... ome diceva il buon vecchio "anonimo" che tutti conoscerete l'unica cosa che non cambia mai è la volontà di cambiare.
Solo che a me questa volontà mi sta uccidendo. Anche perchè mi ritrovo molte volte, proprio come conseguenza di questa mia recente incapacità di comprendere situazioni e persone, ad investire nei rapporti sbgliati con conseguente perdita di fiducia nel prossimo.
Uffa... come diceva il buon Ragnetti bisogna concretizzare due punti focali o il senso delle conversazioni si perde subito... La mia domanda è semplice: in un periodo di perduta serenità mentale (che suona orrendo ma non mi viene altro modo per esprimerlo) e di calata fiducia nel prossimo, come mi comporto almeno per non rovinare oltre  (e casomai per recuperare)  rapporti che in effetti sono  fondamentali per non vivere ancora peggio un periodo in cui di cazzi per la testa ne ho già abbastanza?
Punto due: nessuna domanda... solo uno scusa a chi di voi rientra in quelle persone che mi vogliono bene ma che non sento da un po... non sono cattivo... solo deficiente. Prima risolverò anche questo problema chiamato così poeticamente "lungo termine". Una ultima cosa. Tutto questo viene da una email ricevuta oggi dalla Lucy. Ti voglio bene signorina.
Vabbè... torno ai miei pensieri incongruenti... buona giornata a voi, oh sani di mente.
Regolo @ 15:35 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
Oggi è domenica, 26 novembre 2006 |

Ah queste domeniche urbinati...

Domenica di riposo, ozio o cazzeggio che dir si voglia, in fondo dipende dal punto di vista. E' sempre quella vecchia storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Pieno di nebbia, di foschia, di quella malinconia innata che avvolge le giornate degli studenti, dei lavoratori, di tutti coloro che come me si ritrovano lì a pensare ogni secondo senza rendersi nemmeno conto  a cosa. Questa città ha sempre quel qualcosa di strano. Strano per sensazioni, per rapporti, strano forse per l'innumerevole numero di storie che si creano, si ingrandiscono e poi svaniscono di colpo, una dopo l'altra, senza sensazioni. Storie di amicizie, di amori e di scappatelle, storie di studio e di impegni, storie di vita e di prospettive. Storie da universitari, da tutti coloro che in effetti non riescono davvero a capire che prima o poi bisognerà davvero decidersi a crescere.

Bisognerà decidersi a lasciare quella giovinezza, quella spensieratezza, quella sensazione che ci rende immuni da tutte le preoccupazioni, da tutti i pensieri di conseguenze e possibili risvolti. Accade, accade a tutti, accade con il sorriso, con il terrore, con la gioia e con la follia. Accade perchè è inevitabile, accade perchè senza rendercene conto lo vogliamo anche noi, mentre pian piano ci saturiamo di sensazioni, di umori e di domeniche urbinati.

C'è chi combatte, c'è chi si lascia andare, c'è chi cavalca la nuova onda e chi si lascia trascinare sul fondo, combattendo fino all'ultimo e restando senza forze proprio nel momento in cui bisognerebbe nuotare fino a riva. Ma in un modo o nell'altro sono tutti li.

Un gruppone il nostro... Dieci, venti, forse trenta persone immerse nella ragnatela di relazioni che rende urbino quel calderone che ci piace tanto. Decine di menti, di storie e di rapporti che si intersecano con le mille sfumatore che rende ognuno unico.

Unico, differente, eppure siam tutti li. Siamo tutti lì a soffrire, a giorire, a sorprenderci di un qualcosa che non riusciamo a spiegare, di un processo che ci è nuovo e che ci rende inquieti, lunatici, innamorati della vita così come follemente incazzati verso ciò che la vita ci sta dando. Incastrati in questa sensazione strana, strana così come diceva il vecchio Vincent... tutto ciò che ancora non conosciamo.

Tutti li. Pensierosi in una domenica urbinate.

Regolo @ 21:29 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
Oggi è venerdì, 24 novembre 2006 |
iekkice qua. mi scuso per aver tralasciato voi continui lettori, ma dire (come continuo a ripetere da circa dieci post) che questo sia un periodo complesso è dire un pò poco.

Innanzitutto il mondo dell'Uwic lab va avanti, con il suo blog, i suoi personaggi, le sue storie e le sue contraddizioni. Ieri seminario ipertecnico su mille e uno aspetti tecnici della rete wifi urbinate che probabilmente mai capirò, ma positivo come primo impatto pubblico del blog del laboratorio. A seguire incontro con i prof e varie situazioni fino a tardasera in cui ho persino scoperto la natura nascosta ma sempre viva del rimorchiatore romagnolo che risponde al nome di luca... in fondo se lo dice sor fabio non si può non crederlo... giusto?

Oggi ho rischiato di uccidere qualcuno all'ersu. Proprio così. Non con cattiveria, non con gusto, ma la voglia di dare una squartata qua e la ti viene quando ti devono dare 800 euri da 4 mesi e di colpo ti dicono che sono cambiate le regole e devi ricominciare TUTTA LA PROCEDURA DA CAPO. Cacchio.

Vita sociale... uffa la vita sociale. Complicata, difficile, annaspante, doppiogiochista, senza futuro, positiva e negativa allo stesso tempo e a volte anche un po scassamarùn. Mah. Forse ha ragione la chiara. Sono solo io che mi allontano dal mondo. ma in fondo se io mi allontano perchè il mondo si era allontanato da me, come si capisce quale delle due cose era iniziata prima? non si può vero? In fondo lo so, la chiave è una sola. Schifosissimo e pericolosissimo Orgoglio. Tutta sua la colpa. Vittima di un orgoglio che più cerco di allontanare rifugiandomi nell'umiltà e più mi ritrovo senza rendermene conto ad ostentarlo ogni momento. Che palle.

Una cosa positiva c'è. C'è davvero, che mi fa star bene ed è sempre lì a rallegrare il tutto. Sono sicuro che c'è.  Peccato che la cerco da sei mesi. Ma diavolo prima o poi la trovo. Ah se la trovo.

In fondo come diciamo sempre con la baby... ci siamo rimasti un pò tutti. Io per primo. Un post così senza senso sennò come ve lo spiego?
Regolo @ 12:50 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
Oggi è giovedì, 16 novembre 2006 |
Come insegna il saggio Mauri... Vaiiii teeesi!
Ekkice qua, tesi in via di produzione. Idea "sperimentale", forse si forse no, sarà lei stessa a dircelo. Corporate blogging, una definizion, un perchè, sicuramente, un osso da rodere.
Gestire il blog di un servizio pubblico per poter capire i funzionamenti eccletici del blogging. Gne capite. Da oggi l'indirizzo è pubblico... cacchio finalmente.
Due parole a voi sorcini che non sapete nulla di tutto ciò.
URBINO è l'ambiente di sfondo. Città raffaelliana, città di studenti e di urbinati padroni di casa. Il wireless campus è la base. Progetto ambizioso, pomposo e tanti altri oso in più. ha vinto un premio classificandosi al primo posto nella graduatoria tra i progetti wireless stilata dal consiglio dei ministri e si propone con idee grandiose ed di grosso margine.Domanda naturale. Io che cazzo c'entro? Nulla! ma mi ci sono infilato in mezzo.
Un blog. Il blog dell'uwic, acronimo incomprensibile che naturalmente sta per Urbino wireless campus. Mioca cotica. Un sacco di cazzate scrite qua e la. si ma con stile. Con stile divertente, scanzonato e anche un po cazzone.
Con questo bloggino, capire come gli studenti possano riavvicinarsi ad una istituzione universitaria. Capire come la comunicazione pubblica possa avere una nuova frontiera, più personale, più veritiera, più scanzonata... più vicina all'utente.
Mica male.
Fateci un salto. Anche se non ve ne frega niente. Una risata ve la assicuro. ma solo una.

http://blog.wireless-campus.it

Vai così.
Regolo @ 15:31 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
Oggi è giovedì, 16 novembre 2006 |
Vi sembrerà strano, ma questa frasina così stupida cu biciclette e pedalare mi ha salvato la vita in più di un'occasione. Quando ero all'estero, quando ero in difficoltà, quando mi stava finendo l'energia indispensabile per andare avanti.
in questi giorni le cose non vanno benissimo, l'ho scritto in più di un post. Non vanno per un po di problemi esterni, per un po di situazioni che mi stanno sfuggendo di mano, ma soprattutto perchè mi sono accorto di stare spesso lì ad aspettare che le cose mi vengano incontro senza essere io ad andargli incontro per primo.
Poi un amico parte per l'australia a sua volta, un altro ti chiede un consiglio, un altro ancora cerca di entrarti nella testa e tu pur di continuare nella tua attesa passiva degli eventi rifiuti ogni tipo di comunicazione effettiva. Parlare si, io parlo sempre, ma da un po non parlo davvero. non parlo con me stesso, parlo A quel me stesso che si rifiuta di ascoltare.
Però oggi mi è tornata in mente una bicicletta. Una bicicletta che va pedalata sempre e con costanza. Ma soprattutto una bicicletta che ha bisogno di energia nella spinta, perchè se si continuano ad aspettare i pedali non arriveranno mai.
Vabbè. Vaffanculo alle metafore.
E' ora di darsi una svegliata.
Buongiorno.
Regolo @ 15:07 | commenti (popup) | commenti
Oggi è martedì, 07 novembre 2006 |
Solo poche righe per spiegare questa fase sempre più incomprensibile della mia vita.
Sta partendo il progetto tesi, in ritardissimo naturalmente tanto a me le cose facili non sono mai piaciute, intervallate da una serie di terremoti sociali che stanno notevolmente mettendo alla prova il mio già debole cervelletto. I rapporti urbinati quest'anno sono diversi, ovattati, pieni di alti e bassi che per energia e frequenza mi spaventano non poco. Momenti fantastici, momenti tristi e momenti di incazzature epocali, il tutto riempito di fasi continue di transizione tra non so neanche io che cosa. Forse sono solo diventato lunatico, o forse non ci sto davvero più dentro. E' da vedere.
I rapporti familiari sono probabilmente il peggio del peggio, relegati in un angolo marginale dei miei pensieri. l'ennesima crisi degli ultimi dieci anni sta prendendo una piega incredibilmente sempre più seria, e per la prima volta non sonon più sicuro che un giorno, in un modo o nell'altro, recupererò la cosa. Triste.
La cosa più assurda è che se mi si chiedesse se in questo momento sono felice... bè non risponderei di no. Vivo, vivo bene, passo momenti fantastici seppur sempre più rari. E' questa sensazione di inquietudine che oramai non riesco più a contenere. Speriamo che passi
Regolo @ 15:28 | commenti (3)(popup) | commenti (3)