Ah, finalmente qui.

Niente da fare, a volte c'è proprio bisogno di un po' di pausa. Pausa di blogging, in cui si ha solo voglia di leggere con attenzione i propri feed, mandare qualche twitt e aggiornare i vari contenuti, ma per qualche motivo la pagina bianca dell'editor splinder sembra proprio un muro invalicabile.

Ma eccomi di nuovo a pieno ritmo. Qualche questione familiare, molte riflessioni e tanti troppi spostamenti qui e la, perchè in fondo casa mia sembra sempre di più l'Italia intera. Dieci giorni fa a casa a Teramo, poi Chieti, Roma, Firenze, lo scorso weekend un bel carnevale viareggino (vi evito le mie foto vestito da coniglio... bei momenti però) e questo sabato un po' di sana atmosfera laureanda in quel di Urbino. C'è n'è per tutti i gusti. Poi la settimana prossima anche un salto a Milano, ma quella è un'altra storia, se ne parlerà.

Per ora mi tengo stretti pensieri e riflessioni, gustandomi quasi con sorpresa l'immenso amore che sto scoprendo per la mia Moleskine, stupenda compagna di viaggio; a volte è come se mi tirasse fuori riflessioni e appunti preziosi, tutti spunti fondamentali da riorganizzare alla prima occasione.

E la prima occasione capita sempre più spesso, sempre più risucchiato in un loop su idee e progetti stralunati.

Progetti in cui il Web ha davvero un ruolo centrale. Mi ritrovo a pensare ai blog, al web 2.0, a tutto questa routine di posting, link, likes e sharing che oramai mi circonda. Esperienze di condivisione, di conversazione, di confronto ed anche di scontro. Mi trovo ad amare ed apprezzare il potenziale espressivo che il mezzo ci lascia. Rifletto sulle pagine che leggo ogni giorno, sui contenuti di ogni parte del mondo che sempre più diventano parte del quotidiano, mi interrogo sulle persone che ci sono dietro, sulle storie che le rappresentano, sui mille ed uno motivi per cui ognuno decide di abbandonare un po' della propria privacy per aprirsi alla big conversation.

Una prima idea, WebCooperation, milioni di fonti per un bacino di culture e possibilità infinite.

Ma c'è ancora qualcosa che non mi torna. Blog come canale sempre più specifico e selettivo, dicevo. Blogosfera come luogo di discussione e confronto, possibilità di contatto mondiale tra tutti gli utenti in modo paritario ed uniforme, certo. Ma ogni volta che mi ritrovo in una conversazione con amici, parenti e conoscenti disillusi del mezzo finisco sempre con una certa amarezza ...come se mancasse qualcosa.

Sono quelli i momenti in cui riprendo la mia moleskine e ricomincio ad appuntare note, idee, spunti e progetti... quasi tentando di inserire intuizioni e spunti in quella parte di sogno che tutti ci portiamo dietro. Sogno latente, sensa senso, indefinito e precisissimo allo stesso tempo. Sogno che sembra quasi prendere forma tra una riga e l'altra di quel quadernetto nero, nella quotidiana deriva di un neolaureando ormai alle strette con il tempo.

E di colpo mi ritrovo a capire un'altra verità delle mie eterne riflessioni, uno spunto per comprendere ancora una volta l'ennesimo periodo nero appena passato. E lo spunto era proprio li, in poche righe appuntate in chissà che occasione su una delle pagine della mia moleskine..:

“Quanto è difficile mettere nero su bianco un sogno, ogni strada che si chiude alla prova della razionalità è un pugno nello stomaco”.

Oh bè. Avanti.

Regolo @ 01:52 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
Oggi è mercoledì, 04 febbraio 2009 | vita, life, tempo, futuro, riflessione, ospedale, periodi, positivo, stimoli, positività, life is a funny thing
Life is a funny thing... perchè a volte non c'è niente da fare, it just sounds better in english.

Quindi... funny. Funny per la gloriosa ed ingestibile alternanza di periodi e costanti,  persi nel continuo tentativo di capirci qualcosa.

Ci sono periodi duri o felici, periodi intensi o stressanti, periodi in cui toccheresti il cielo con un dito e altri in cui vorresti solo prenderti a calci da solo o sparire del tutto pur di non soffrire più quel grosso e ingestibile casino che senti nella testa.

Ci sono periodi di eccitazione, periodi pieni d'amore, periodi in cui ti senti capace di qualsiasi cosa ed altri in cui hai talmente tanta paura che anche solo alzarti dal letto sembra un gesto incredibilmente folle da evitare volentieri.

Ci sono poi periodi in cui semplicemente non vuoi pensare, non vuoi riflettere, non vuoi scrivere, in cui cerchi solo disperatamente di uscire dalle situazioni nel modo migliore che puoi, ottenendo il meglio che riesci senza fare troppi danni.

E ci sono periodi in cui il tempo si ferma.

Paure, prospettive, sogni, progetti, programmi e soprattutto relazioni; relazioni intense, vecchie e nuove, relazioni riscoperte e relazioni a rischio che ti martellano la testa pretendendo di essere comprese.  Tutto si mischia in un vortice incredibilmente nitido che ti rallenta attorno, mentre tu sei li in mezzo, un pò allucinato da tutto quel movimento, a riflettere cercando il punto giusto per buttarti di nuovo a capofitto a seguirne il flusso.

Io adoro questi momenti, soprattutto in questi giorni.

Quasi un limbo per riflettere quindi, a concedermi una pausa che non mi posso poi permettere così tanto, ma pausa quasi forzata per l'ennesima volta in cui mi ritrovo ad assistere una persona cara in ospedale, lasciando volente o nolente passare tutto in secondo piano. Succede però che quando il rischio e la paura sfumano e restano solo giorni di rigeneratrice degenza, di colpo riaffiorano tutte le questioni lasciate in sospeso, illuminate da quella luce soffusa che ti può dare solo una inaspettata finestra nella corsa continua appresso alla vita.

Diavolo, quanto adoro le luci soffuse.
Ho davanti a me un periodo pazzesco. Una laurea e un percorso gigantesco da portare a termine, idee e progetti in cui credere e su cui lavorare con la mente piena di prospettive e sogni, rapporti da coltivare, scoprire ed affrontare una volta per tutte. Senza contare novità e scoperte, viaggi ed avventure (alcune già in programma e che si preannunciano molto, molto intense), probabilmente anche alcune scelte che in un modo o nell'altro influenzeranno totalmente i miei prossimi anni.

Una quantità di stimoli da far tremare le gambe a chiunque. Ma io, estasiato da questa enorme possibilità di cullarmi nel bicchiere mezzo pieno, mi godo questa luce soffusa... e il mio privilegiato punto di osservazione al centro del vortice.

..blogging è cultura, è contenuti, è possibilità, è lavoro, amicizia e conversazioni. Ma un certo tipo di blogging è prima di tutto raccontare ciò che senti a te stesso. Questo è sempre stato miraloswallabies, e questo continuerà ad essere nella sua più totale incostanza, incoerenza e non linearità. Un pò come me, dopo tutto.

L'avevo detto io... life is a funny thing.
Regolo @ 23:54 | commenti (1)(popup) | commenti (1)